venerdì 3 luglio 2020

Storie e notizie diverse per una volta

Vorrei leggere storie e notizie diverse, per una volta.
Anche solo per qualche minuto.

Che per esempio la nazionalità – o la religione –
dell’arrestato di turno non sia spiattellata furbescamente nel titolo per guadagnarsi i clic dei bisognosi di bersagli su cui sfogare il proprio malessere e il represso odio verso se stessi.

Che magari a parlare, raccontare, scrivere, esprimersi e quant’altro sul razzismo fossero prima di tutti – se non unicamente – persone che l’abbiano provato direttamente sulla propria sfavorevole pelle.

Che i politici di questo paese, almeno quelli che si professano progressisti, ammettessero pubblicamente che sì, siamo un paese razzista. Ignorante, certo, e razzista. Provinciale, è chiaro, e razzista. Individualista, ovviamente, e profondamente razzista.

E mentre il resto del mondo, la porzione civile e democratica a cui pretendiamo di appartenere, si sta confrontando in questo preciso momento sul tema del razzismo, della discriminazione dei neri e del bisogno di diversità, dalle nostre parti ci sono ancora giornali e tv che danno voce e spazio a cosiddetti leader politici vergognosamente razzisti...

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