giovedì 2 luglio 2020

La diversità fa magie

L’assemblea straordinaria fu d’obbligo, dopo la recente scoperta di Kereeditse. Talmente eccezionale da richiedere la presenza di tutti, compresi i più piccoli.
Seduti attorno al tavolo della cucina, esattamente come il giorno del loro arrivo nella nuova casa, i nostri aspettavano le parole della madre di Ahmed.
La donna non si perse in inutili preamboli: “Matteo, il fratello di Teresa, mi vede.”
“Cosa intendi?” chiese Bikila, probabilmente
l’unico insieme a Shani che non aveva compreso il senso della frase.
“Vede il mio colore, il nostro. Ha detto che sono marrone. Ha capito che sono diversa...”
Brividi e tensione alle stelle attraversarono gli impostori al riparo della pozione ormai rivelatasi fallace e uno dopo l’altro spostarono lo sguardo su Ramakeele, in attesa di rassicuranti spiegazioni.
La vecchia non sembrava affatto sorpresa. In effetti, già in occasione della cena con i vicini aveva intuito che qualcosa non stava funzionando nella loro messa in scena, ma aveva pensato che fosse Teresa, il problema, non il fratello. Probabilmente entrambi, si disse.
Fece una carrellata degli amori della sua vita e li osservò con occhi attenti, accarezzandoli con lo sguardo e mettendo a dura prova le già fragili pareti del cuore per quanto affetto provasse per loro.
Le vite degli altri nelle tue mani, pensò, questa era la responsabilità del mago. Come di chi racconta storie a cui qualcuno crede. Perché è esattamente ciò che vuol credere.
“La magia… è la magia, questa è la magia”, disse come se avesse rammentato qualcosa che aveva sempre saputo. “È così che funziona la magia.”
“Che non funziona, intendi”, osservò Kereeditse, aumentando l’angoscia nei presenti, soprattutto nei bambini.
Iniziò a preoccuparsi persino Shani, sebbene non avesse ancora compreso appieno qual’era l’oggetto della discussione.
“No, cara, funziona”, disse lei che racconta, “funziona eccome. La magia è vera, è potente, molto più di quanto tu possa immaginare. Ma non è come la scienza o la matematica che i bambini studiano a scuola. Non è roba nostra, che possiamo controllare e gestire a piacimento. La magia, quando è vera, è come la verità stessa, è di tutti e tutti possono goderne.”
“Ma la nostra pozione non ha a che fare con la verità, piuttosto con la menzogna”, dissentì Bikila. “Nasconde la verità.”
“È come un inganno”, aggiunse Kereeditse.
Una truffa.
“No”, esclamò con vigore Ramakeele. “L’inganno era già qui, negli occhi, sulla pelle, ovunque. Noi abbiamo usato la magia per combatterlo e dare una possibilità, ma non solo a noi.”
“A che scopo?” chiese Ahmed.
“Per vedere, piccolo mio.”
Silenzio.
Silenzio tormentato, a cui le parole della vecchia avevano giovato poco o nulla.
“Siamo ancora al sicuro?” chiese Bikila.

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