giovedì 25 giugno 2020

La scuola del razzismo e dell'odio

Teresa rimase senza fiato. L’unico ragazzo nero della classe era stato sincero, aveva percepito nella sua voce e nel volto grande onestà. Eppure non aveva la più pallida idea a cosa si dovesse quella gratitudine inaspettata verso di loro. In fondo, non era mica stati così accoglienti con lui.
I dubbi si fecero ancor più feroci, allorché giunse il tempo della ricreazione in quella particolare giornata, se non altro per Chandra.

“Allora te ne vai?” gli chiese Teresa in corridoio, avvicinandosi con Tommaso, mentre l’interrogato riponeva il cellulare in tasca.
“Sì”, rispose abbozzando una sorta di sorriso.
“Ti dispiace, almeno un po’?”
“Un po’.”
“Ma dai, che non gliene frega niente”, fu il commento di Tommaso. “Se fossi al suo posto scoppierei di felicità. Se ne va in Canada, impara l’Inglese, è vicino all’America…”
“Io so già parlare Inglese.”
“Che hai detto?”
“Ho detto che so già parlare Inglese.”
“Brutto pezzo di…” E in un attimo Tommaso gli fu addosso.
A sfogare sull’altro il proprio malessere, la personale invidia, il segreto odio per se stesso. Esattamente come suo padre gli aveva insegnato...

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore


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