mercoledì 10 giugno 2020

Il razzismo peggiore è nelle cose normali

“Nel 1963 facemmo la nostra prima apparizione pubblica. In quell’anno ci unimmo all’azione per eliminare la segregazione razziale nel Parco di divertimenti di Gwynn Oak, nel Maryland. Ci sembrò un esordio perfetto.”
“Perché?”
“Le cose sono un po’ cambiate, oggi, e la gente non ha più memoria, ma credo che una delle rappresentazioni peggiori della discriminazione razziale, fosse quella praticata nelle situazioni, come dire, più normali, maggiormente innocue,
proprio come un parco di divertimenti. La giostra per i neri e quella per i bianchi, e quindi due scivoli, due altalene, e così via. Quando guardo oggi nei parchi quei gruppi di bambini di ogni colore arrampicarsi e giocare assieme, infischiandosene delle tonalità altrui, nonostante i rispettivi genitori non siano sempre così maturi, penso a quanto dovevano essere folli i loro nonni.”
“Come andò con il parco nel Maryland?
“Fu una vittoria. Del gruppo, ma soprattutto di Michael. Lui era come il regista del film, ci guidava. A ogni modo, il nostro impegno fu subito notato ai piani alti, se così posso dire, del Congresso per l’eguaglianza razziale e fummo invitati a lavorare come volontari a livello nazionale, sotto la supervisione di Dave Dennis, il direttore della sede del Mississippi.”
“Fu un riconoscimento.”
“Un riconoscimento? Non ho visto Michael felice il giorno della sua laurea quanto quando ricevette la notizia direttamente da Dave...”

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