giovedì 28 maggio 2020

Opposte diversità

Nessuna discontinuità tra le opposte diversità. Questa è la peggiore condanna dei meschini di questo mondo. Perché se in generale l’incapacità nel cogliere le differenze, le vere note originali che contraddistinguono i rumori del personale vivere, sia una severa maledizione, laddove la confusione emerga nel separare l’uno dal suo esatto contrario, be’, allora che il cielo o chi per lui compatisca l’anima monca.
Sì, è un’anima inevitabilmente mutilata, quella che tenta di riposare su una nave, in mare, ancora da qualche parte.
Le palpebre si abbassano o si levano, la storia non cambia. La tempesta giunge comunque.

Col cattivo tempo o a ciel sereno, le donne cadono in acqua, i bambini annaspano tra le onde e gli uomini fanno quello che possono per affrontare il terribile dilemma: salvo lei o lui?
Peggio, molto peggio: chi scelgo tra loro e me stesso?
L’unico spettatore dello straziante spettacolo non si accontenta, vuole vedere come la storia prosegue, sebbene abbia già assistito al dramma un’infinità di volte: “È come all’inferno, la ripetitività è d’obbligo. È come in paradiso, l’eternità è il premio.”
E allora l’immagine sfuma e si passa al girone successivo o nuvola seguente. I pochi rimasti arrancano sulla sabbia e crollano per pochi secondi. O un giorno intero. Nessuna differenza, anche qui.
Perché la reale cognizione del tempo comporta considerazione per il passato, consapevolezza del presente e, soprattutto, un minimo di rispetto per il futuro.
Le anime mozze di questo mondo hanno rinunciato a tutto ciò senza neanche rendersi conto di quel che stavano perdendo…

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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