martedì 5 maggio 2020

Disegnare diversità

‘Lei che sogna i ricordi’. Questo avrebbe potuto essere uno dei tanti secondi nomi di Ramakeele, così come ‘lei che racconta’ o ‘lei che rallegra’. Perfino ‘lei che disegna diversità’.
Ciò nonostante, il primo citato è quello che ci interessa ora.
La nonna di Ahmed sognava solo ricordi ed era sempre stato così, fin da bambina. Le accadeva qualcosa e la rivedeva in sogno, sognava e si rammentava di quel che aveva vissuto.
Di particolarmente significativo, è ovvio, quindi degno di attenzione per l’inconscio, prova che quest’ultimo non prestasse orecchio solo ai
freudiani riverberi celati nella psiche della nonna di tutti. La sua vita reale offriva fin troppi spunti su cui ricamare le proprie complesse trame.
Quel mattino su una nave, in mare, da qualche parte non fu da meno.
E il ricordo evocato nella mente di Ramakeele era probabilmente il più importante degli ultimi giorni trascorsi con la sua gente.
“Bevete la pozione”, dice la vecchia ai presenti dopo aver rubato un sorso lei stessa alla capiente coppa, tutti seduti in terra, uniti in un indissolubile cerchio.
“Ma è solo acqua…” osserva Bikila dopo aver obbedito.
“Sbagliato”, si affretta a contraddirlo lei. “L’acqua non è mai solo acqua e lo vedrai.”
Lo vedrete.
La coppa compie il giro abbastanza rapidamente, rallenta nelle mani di Tinochika, che esita perplesso prima di bere, ma poi riprende la velocità iniziale e torna nelle mani di Ramakeele.
“Ora chiudete gli occhi”, fa quest’ultima abbassando le palpebre.
“L’acqua, quell’acqua è magica. Sentitela correre dentro di voi, abbandonate la prigione del cranio e tuffatevi, bagnatevi e rinfrescatevi, mostratele i vostri segreti, accoglietela come si è donata a voi, con fiducia, con cieca fiducia. Noi sopravvivremo, perché non offenderemo l’occhio. Lo inganneremo, sì. Lo tranquillizzeremo, certo. E ci nasconderemo a lui, lo ammetto. Ma sopravvivremo.
“Vedrete quel che siete nell’immagine riflessa, nello sguardo dell’ospite e soprattutto nella sua indotta ospitalità.
“Vedrete quel che eravate solo in chi sa e rammenta. Noi, unicamente noi. Gli altri, tutti gli altri, vedranno quel che vorranno vedere. E magari, sebbene distratti da una maschera, riusciranno ad apprezzare l’essenziale.”
I tanto sottovalutati contenuti dell’esistere.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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