mercoledì 13 maggio 2020

Come vincere la paura

“Come le ho detto prima, Michael era di New York, più precisamente abitava a Pelham, dove viveva con la sua famiglia, che era di origina ebrea. Mickey, così lo chiamavano a casa i suoi e questo soprannome è diventato col tempo comune anche tra gli amici. Non per me… io l’ho sempre chiamato Michael e a lui questo piaceva. Era come la prova che fossi la persona che lo conoscesse meglio. Dentro, nel profondo.

“La mamma insegnava scienze alla New Rochelle High School ed era una donna severa ma presente. Un giorno Michael mi disse che quando raccontava qualcosa alla madre lui era certo che non lo avrebbe dimenticato, al contrario di suo padre, il classico uomo d'affari sempre impegnato. Ma non era una cattiva persona, erano i tempi ad esser così, i padri in giro a far carriere e le madri attente ai figli.
“Chissà se le cose sono veramente cambiate, oggi.
“A ogni modo, ci siamo conosciuti alla Michigan State University…”
Esita e sorride.
“Cos’è che la fa sorridere?”
“Michael… Michael si era iscritto a veterinaria. Ci pensa? Voleva fare il veterinario, lui che aveva paura anche solo di accarezzare un cane… A meno che non si fosse trattato di un innocuo barboncino, sempre se non abbaiante.”
“E allora perché si è iscritto?
“Perché voleva vincerla, la paura. Ha sempre desiderato affrontarle la paura, che sia dei razzisti che di ogni altra cosa e vincerla.”
“Cos’è accaduto, poi?”
“Ha incontrato me…”

Leggi altro in "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento