giovedì 9 aprile 2020

Diversità non è vergogna ma coraggio

“Ci vuole parlare di James Chaney?”
“Sì, certo. James era di Meridian ed era il più grande di cinque figli. Suo fratello minore si chiamava Ben e le tre sorelline, Barbara, Janice e Julia.”
“Com’era nel ruolo di fratello maggiore?”
“Era da manuale. Il secondo padre, soprattutto a causa della seppur breve parentesi durante la quale i genitori si separarono. Questo periodo durò un paio d’anni circa, James ne aveva tredici e senza alcun indugio si costrinse a maturare in fretta. Lo fece per amore del fratello e delle sorelle, ma lo fece anche perché era la cosa…”
“Giusta? Stava per dire giusta?”
“Sì, la cosa giusta.”
“Non per lui, però.”
“Certo, è proprio questo il punto, come dicevo
prima. La cosa giusta è quasi sempre scomoda per chi la fa. Altrimenti, saremmo circondati da eroi.”
“Ha ragione.”
“Tornando a James, una volta rappacificati i genitori, immagino sentì dentro una ritrovata serenità, come quando finisce una guerra o, più prosaicamente, quando ritorna il sole dopo il temporale. Questo gli diede la forza e l’autorevolezza per mettere sul braccio il cerotto della vergogna.”
“Quale cerotto?”
“Il cerotto della vergogna, come lo sentii chiamare da alcuni ragazzi bianchi. Questo perché il cerotto mostrava la scritta NAACP, che era la sigla dell’Associazione nazionale per l’avanzamento della gente di colore, un’organizzazione che si batteva per i diritti dei neri.”
“Non capisco perché della vergogna.”
“È facile. Per i razzisti era vergognoso chiunque dimostrasse pubblicamente il suo tentativo di intaccare lo stato delle cose. Era vergognosamente diverso da loro. In realtà, tutti sapevano che si trattava in realtà di coraggio, non vergogna. Un ragazzo di quindici anni che mette a rischio la propria vita per affermare le sue idee in una società che le considera un peccato imperdonabile, compie un atto di indiscutibile coraggio. La vergogna, se c’è, è nel cuore dei vigliacchi che rimangono a guardare.”

Leggi altro in "Il coraggio della speranza", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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