lunedì 13 aprile 2020

Diversità è tutto ciò che c'è intorno a noi

C’è una prima volta per tutto, si dice. Eduardo ci aveva sempre creduto, più che mai al riparo dei benedetti confini, quelli che delimitavano l’infinito rettangolo bianco.
La novità è sempre dietro l’angolo, quando scriveva, e questo era uno dei motivi principali che lo aveva tenuto incollato quotidianamente a quei magici tasti.
Anche quando non ne usciva fuori alcunché, tranne pagine accartocciate e file disintegrati da un famelico cestino digitale.
C’era persino la prima volta in cui si era ritrovato con le mani pronte ad aggiungere tasselli a una narrazione finalmente degna di questo nome, ma con la mente distratta da qualcos’altro, senza provare alcun smarrimento.

L’amorevole bozza era aperta sul desktop, in attesa di essere nutrita dal metaforico genitore, nondimeno quest’ultimo ignorava il naturale dovere e concentrava ogni attenzione su ben altro mucchio di bit. Ingrandiva, circoscriveva e risaltava, aumentava il contrasto e la luce, oppure riduceva entrambi. Utilizzava funzioni dell’editor di immagini che neanche credeva esistessero, ma il risultato era sempre lo stesso.
Non è un trucco, signori miei. Non ci sono effetti speciali, come nei film di una volta.
Il colore, quello sì, ma toglietelo pure e non verrete delusi.
La magia è in ciò che si vede, nulla di più. È la diversità che è tutto quel che c’è, la miriade di tonalità e forme che sconfigge ogni legge della fisica e della codardia. Perché lo scrittore del palazzo vedeva ciò che da tempo sognava di rivedere...

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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