martedì 28 aprile 2020

Difendere la diversità ogni giorno

Siamo tutti migranti, esclamano altri. Sono i cittadini che chiamano impegnati, che sono disposti a scendere in piazza e gridare il nostro nome e i nostri diritti. È gente che ha bisogno di mettersi in gioco, di essere comunque in lotta per qualcosa.

Siamo tutti stranieri, dicono alcuni. Sono le donne e gli uomini che offrono solidarietà in cambio anche solo di un sorriso. Persone di buona volontà e gentili intenzioni, che vanno dove li porta il cuore, come in un romanzo che piace a chi ancora crede alle parole.

Siamo tutti africani, arabi e cinesi, sostengono
quelli che ti stringono la mano ostentando la loro totale mancanza di paura. Rifiutano la disuguaglianza per principio, senza se e senza ma.

Siamo tutti clandestini, affermano altri ancora. Sono coloro che si schierano contro le leggi che ci opprimono e i governi che ci maltrattano. È il popolo che affronta il nemico chiamato sistema.

Siamo tutti antirazzisti, gridano comunque tutti quando il momento lo richiede. Perché il razzismo è una piaga della nostra società e la nostra società l’ha capito perfettamente. Oh, se l’ha capito. E allora, da un istante all’altro, siamo tutti stranieri, migranti, clandestini, africani, cinesi, arabi, neri e antirazzisti.

Siamo tutti neri, osano addirittura affermare coloro che soffrono il mal d’Africa e danzano al ritmo del nostro sangue ancora prima di nascere.

Non tutti lo saranno anche domani, dopo domani e ogni giorno che verrà.
Quelli sono Hani e Rukia…

Leggi altro in "Nostro figlio è nato", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.
 


Nessun commento:

Posta un commento