mercoledì 22 aprile 2020

Colori della diversità

Immaginiamo che si abbatta sulla terra una straordinaria tempesta solare, ma del tipo magico: che ci renda tutti neri.
Già, tutti neri, tutti di colore, tutti scuri, marroncino, o in qualsiasi altro modo si sottolinei tale sopravvalutata diversità.
Figuratevi cosa ne direbbero i telegiornali e la stampa.
Ci sarebbero profezie a iosa, a riguardo, pronte a sostenere di averlo previsto.
Ricercatori improvvisati e antropologi dell’ultim’ora, professoroni da tastiera e nientologi con la soluzione pronta per ogni domanda, perfino qualora il quesito in sé non esista.
Perché la cosa più importante, oggigiorno, non è rispondere alle domande, bensì rispondere, punto. Tu parla, di’ la tua e vedrai che qualcosa succede, pare l’unico imperativo.
A ogni modo, la tempesta se ne frega e arriva lo
stesso.
Tutti neri, ma ci pensi?
E come fai a discriminare, così?
É complicato, sai? Smettere all’improvviso di avere un capro espiatorio per tutto è un cavolo di dramma, pensaci.
Allora, succede che i neri originali, quelli che lo erano già prima, partirebbero avvantaggiati.
Così, si darebbero da fare per approfittarne.
Neri doc che danno consigli a pagamento a quelli neonati su come gestire la cosa, neri che se la ridono, come dire, adesso capisci cosa vuol dire? Anche neri che vanno a cercare alcuni bianchi in particolare, per esempio i crani rasati dell’estrema destra, i sovranisti ariani o solo idioti, e compagnia berciante. E allora? Gli direbbero. Come la mettiamo, adesso?
Ops… un momento…
Ma se diventassimo tutti neri, vorrebbe dire che saremmo tutti uguali. Eh no, così non vale, perché sarebbe troppo facile essere neri quando lo sono anche gli altri.
Allora i neri si incazzano con la tempesta solare, vanno da quest’ultima a protestare e la tempesta si giustifica accusando il sottoscritto di averla inventata.
Ecco…
E tutta colpa mia, alla fine, è sempre colpa mia, dannata fantasia in bianco e nero.
Per tale ragione è sempre preferibile sognare a colori, diceva il mio insegnante di disegno alle superiori. Perché in tal modo ciò che proietti nella tua testa assomiglia più alla realtà che ai tuoi personali bisogni. E solo così che, una volta sveglio, puoi davvero sperare di cambiarla, quella benedetta realtà...

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