mercoledì 29 aprile 2020

Abbracci diversi

Nessuno meglio di una donna sa riconoscere la differenza tra un abbraccio e l’altro. Nessuno più di una giovane donna può emozionarsi scoprendolo.
Quando Teresa, a ricreazione, grazie anche alla preziosa condivisione di Matteo, si era sentita di raccontare a Tommaso della mutazione dei vicini di casa, rimase felicemente sorpresa dal compagno.
Dove è andato? Dove è andato il ragazzo che aggredì Chakra?
“Ti credo”, disse il figlio di Vito.
“Mi credi?”
“Sì”, rispose l’altro sorridendo. “Non c’era bisogno che mi dicessi che anche tuo fratello li ha visti, i neri travestiti da bianchi...”
“Davvero?”
“Certo.”
Prima che Tommaso potesse pensare alcunché, si era ritrovato stretto tra le braccia di Teresa.
Aveva risposto all’abbraccio qualche secondo dopo, ma l’aveva fatto nel momento giusto.
Perché esattamente in quell’attimo la ragazza aveva colto la differenza. Tra un gesto d’affetto fraterno e qualcos’altro.
I risolini dei compagni nei pressi tentarono invano di disturbare i due. Nulla da fare. Gli sguardi
intorno, il caratteristico vociare durante la pausa tra una lezione e l’altra, ogni rumore di fondo divenne scenografia trascurabile, posticcia, come gli effetti speciali ridondanti nei filmoni in 3D.
La trama è quel che conta, ma stavolta il racconto è già stato narrato a prescindere da te e da tutto, caro spettatore non pagante.
Dopo la scuola, Teresa invitò Tommaso a pranzo. Il piano era semplice. I due si sarebbero appostati alla finestra della camera della ragazza in attesa del ritorno dei bambini, il quale accadeva nel pomeriggio, al termine del dopo scuola.
Fu un tempo piacevole, per i due.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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