giovedì 12 marzo 2020

Rivoluzione della diversità

La rivoluzione che adorerei veder realizzata non avrebbe necessità del contributo di artisti impegnati, di intellettuali particolarmente onesti e di eroi coraggiosi perché le persone, tutte, sarebbero improvvisamente capaci di pensare con la loro testa.

La rivoluzione a cui mi piacerebbe da matti
assistere non avrebbe bisogno di partecipate manifestazioni, strategicamente pianificate sui social network, poiché nel mio sogno la gente sarebbe sempre in strada, in ogni istante.

La rivoluzione che immagino non ha bisogno di grandi leader, di abili portavoce, di presunti o reali numeri uno, poiché ciascuno di noi sarebbe quell’uno. Ripeto, sarebbe, non vale, perché quella si che è una menzogna.

Tuttavia, la rivoluzione di cui sto parlando è solo un mero sogno per il quale, mi dispiace, nutro scarsa speranza.

Perché tale rivoluzione sarebbe una vera rivoluzione, e in molti, pure dove meno te l’aspetti, la considerano come il loro peggiore incubo…

Leggi il resto su “Il dono della diversità”, Tempesta Editore

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