giovedì 19 marzo 2020

Marrone o nera?

Quel giorno, non ci furono danze.
Niente di grave. È solo che, di solito, c’è posto solo per un miracolo al giorno, nella vita dei mortali.
Ecco, la vecchia ha bussato. Ora la saluto e balleremo, ancora una volta balleremo.
Lina e io.
Cammino, raggiungo la porta.
Dirà la solita frase.
“Io vado, Eduardo, a domani.”
Con aggiunte del momento, tipo l’augurio a passare una buona giornata o semplicemente di star bene.
“Grazie”, risponderò, “grazie davvero.”

Altrettanto abitualmente, ma ogni volta con indubbia sincerità.
Perché quella è la donna che mi ha riportato alla vita.
Che l’ha riportata alla vita.
Che ci ha riportato…
Cosa vedono i miei occhi?
Cosa?
Sbatto le palpebre agitato, come quando al risveglio da un sogno particolarmente affezionato al nostro inconscio si fa fatica a distinguere la realtà dalle impronte oniriche ancora fresche.
Cosa è successo alla sua faccia?
La pelle…
Nera.
Ovvero, marrone.
La vecchia è diventata nera…
Marrone, genericamente.
La tonalità del guscio di una castagna, questa è la giusta similitudine.
Follia?
O magia?

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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