venerdì 6 marzo 2020

Diversità a scuola

I genitori erano preoccupati e cercavano conforto l’uno nello sguardo dell’altro.

Al contempo, Hassan e Said avevano inteso che pure la scuola, nonostante fosse un luogo fatto apposta per loro, avrebbe potuto risultare ostico per entrambi.

Erano “viaggiatori per la vita”, ma da quando erano arrivati in Italia si erano resi conto che vi erano molti altri modi con i quali avrebbero potuto esser chiamati. E nessuno di essi era affascinante come quello.

Ciò nonostante, l’affetto di coloro i quali
condividono il tuo viaggio può risultare un’arma invincibile, come un tetto in grado di ricoprirti dalle piogge peggiori, quelle alimentate dall’odio degli uomini, invece che dal mare.

Sono dispiaciuta, disse formalmente la maestra, ma posso far entrare solo uno di voi due in classe.

Perché c’è il tetto, capite?
Noi il vostro, certo.
Il nostro.
Il tetto per gli stranieri.
Il tetto per i bambini.
Il tetto per gli esseri umani, a dividere l’uno dall’altro.
Il tetto per l’amore…

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