martedì 3 marzo 2020

Diversità delle notizie

“Bambina muore annegata in un fiume, la madre accusata dell’omicidio”, scrisse un noto giornale tempo addietro. ieri. “Ora è in arresto con l'accusa peggiore: aver assassinato sua figlia di soli due anni gettandola tra le acque del fiume.
Di seguito, con un parziale copia e in colla, la tragica notizia fece il giro della rete più o meno con queste parole: Treviso, bimba annegata in un fiume: madre arrestata per omicidio.
Bimba o bambina, madre o mamma, termini letteralmente familiari a milioni di persone che vivono in Italia.
Parole come scatole in cui metterci quel che vogliamo, a seconda di come le intendiamo e – soprattutto – di quel che ci passa attraverso in quel
preciso momento.
Insiemi di lettere che dovrebbero risultare imparziali, limitandosi a determinare il fatto in se stesso, quel che è successo, la gravità del crimine, più che l’autore di quest’ultimo.
Anche qualora si tratti di una madre che toglie il respiro al proprio frutto vivente.
Tuttavia, c’è l’eccezione che conferma la regola razzista, a svilire chi scrive e chi legge, ma più che mai a rendere la diversità qualcosa di cui vergognarsi invece che il sacrosanto opposto.
Mi riferisco al caso in cui la madre suddetta sia dolosamente straniera, vagamente immigrata o colpevolmente musulmana...

Leggi il resto su “Il dono della diversità”, Tempesta Editore

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