venerdì 20 marzo 2020

Diversità della memoria

Puoi chiamarmi memoria, se vuoi.

Posso esserti amica, la più preziosa.

Perché sono come una buca in cui non dovrai mai
cader di nuovo.

E la strada errata da non prendere ancora.

Sono le parole irripetibili e il gesto che dovrai smettere.

Sappi che tengo tutto in serbo per te, felicità e sofferenza, inezie e istanti fondamentali.

Granelli di polvere e gemme scintillanti.

Per me non v’è alcuna differenza tra ieri e oggi, tra le Shoah del passato e quelle attuali.

Ricorda che mi chiamo memoria.

Leggi anche come la più pericolosa delle tue amiche.

Sono lo sguardo che osserva la tua vergogna al riparo della tua camera.

Sono le tracce sulla via che rimarranno indelebili.

Più di ogni altra, cosa rappresento il riflesso della nostra privilegiata vita nei sogni di coloro i quali possono solo immaginarla...

Leggi il resto su “Il dono della diversità”, Tempesta Editore

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