lunedì 30 marzo 2020

Danzare la diversità

Eduardo si alzò e si preparò per un rito a cui ormai non riusciva più a rinunciare.
Questo era diventato il ballo con Lina, il ballo delle diversità che si amano, non appena la nonna di Ahmed li lasciava nuovamente soli. Nondimeno, quel giorno, non ci furono danze.
Niente di grave. È solo che, di solito, c’è posto solo per un miracolo al giorno, nella vita dei mortali.
“Ecco, la vecchia ha bussato. Ora la saluto e balleremo, ancora una volta balleremo. Lina e io.
“Cammino, raggiungo la porta.
“Dirà la solita frase: io vado, Eduardo, a domani.
“Con aggiunte del momento, tipo l’augurio a passare una buona giornata o semplicemente di stare bene.
“Grazie, risponderò, grazie davvero.
“Altrettanto abitualmente, ma ogni volta con indubbia sincerità.
“Perché quella è la donna che mi ha riportato alla vita. Che l’ha riportata alla vita. Che ci ha riportato…
“Cosa vedono i miei occhi?
“Cosa?
“Sbatto le palpebre agitato, come quando, al risveglio da un sogno particolarmente affezionato al nostro inconscio, si fa fatica a distinguere la realtà dalle impronte oniriche ancora fresche.
“Cosa è successo alla sua faccia?

“La pelle…
“Nera.
“Ovvero, marrone.
“Negra.
“No, non si dice...
“Ma si pensa.
“La vecchia è diventata nera…
“Marrone, genericamente.
“La tonalità del guscio di una castagna, questa è la giusta similitudine.
“Follia?
“O magia?”

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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