martedì 10 marzo 2020

Colpevoli di diversità

Solo un’ora più tardi, la realtà di tutti i giorni non solo aveva bussato al muro che i nostri avevano eretto a protezione della loro esistenza. L’aveva distrutto, quel muro. L’aveva ridotto in frantumi, dileggiandolo alla stregua di un sadico aguzzino.
Lo sguardo che Mildred e Richard lessero nei visi
degli agenti di polizia alla centrale sapeva di disprezzo e odio, per non parlare dei vicini di cella con i quali erano stati costretti ad aspettare il giudice.
Richard si rammentò delle parole del commento di un professore riguardo a un suo tema piuttosto controverso: “Quando ti allontani dalla traccia decisa, devi essere ben consapevole di dove ti stai dirigendo, peraltro infinitamente meglio se fossi rimasto sulla via maestra. Poiché se dovessi finire fuori strada, avrai tutti contro, tutti. A prescindere da quanto stupidamente avranno a loro volta seguito gli ordini impartiti dall’alto.”
“Avvocato, mi dica”, domandò il giudice. “Come si dichiarano gli imputati?”
L’interessato dormiva, senza scherzi, e quindi toccò ai nostri rispondere.
“Non colpevoli”, dichiarò Richard. “Non abbiamo fatto nulla di male, vostro onore.”
“Tutt’altro…” pensò colma d’ira e orgoglio Mildred.

Brano tratto da "Loving contro Virginia", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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