mercoledì 12 febbraio 2020

Scoprire chi siamo

In quel momento, attratti dal rumore della discussione, erano arrivati altri animali, pieni di curiosità. Due scoiattoli, un serpentello, un piccolo branco di castori, alcune libellule. Insomma si era fatto un discreto capannello. Il conte, udita la reazione del ranocchio, era scoppiato a ridere, emettendo un fastidioso e secco hi, con una zampetta sospesa di fronte al muso appena socchiuso sui denti.
"Che ti ridi?" saltò su Crok. "Io sono un’aquila!"
"Se tu sei un'aquila io sono un coccodrillo"m replicò de Lucertolis, e tutti i presenti si abbandonarono a una contagiosa risata di scherno.
Il ranocchio era senza parole. Possibile che ogni volta che diceva chi fosse suscitava l'ilarità generale?
"Scusa, io pensavo di essere un'aquila… Me l'ha detto Zip, il gabbiano…"
Di nuovo risate a non finire. Il conte riprese quindi
la parola: "Giovane, Zip non è un gabbiano ma la zanzara più pallonara della zona. Non capisco come tu abbia fatto a credere a una tale assurdità…"
"Ma allora, cosa sono io?"
In quell'istante Crok osservò meglio il conte ed ebbe come una folgorazione: "Ma sì! Tu hai le zampe, non hai le ali e cammini sul mostro che mostro non è. Io sono come te!"
"Ancora con questo tu… E poi? Tu, una lucertola? Nobile, oltretutto? Ti piacerebbe…"
"Ma anche tu ti muovi a quattro zampe e…"
"Giovane, io ti ho visto arrivare dallo stagno, nuotando. Le lucertole non nuotano, cosa credi? Che siamo dei pesci? Torna nell'acqua, il tuo posto è lì con loro…"
"Sì, torna nell'acqua, aquila che nuota!" aggiunse con sarcasmo una libellula e, tra le risa, anche tutti gli altri lo esortarono ad allontanarsi e immergersi di nuovo.

Da Tra la terra e l'acqua, Camelozampa Editore

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