mercoledì 19 febbraio 2020

Odio nel sangue

Dopo aver approvato l’iniziativa di Teresa di accogliere in casa Tommaso, Marco si era premurato di telefonare al padre, per rassicurarlo sull’assenza del figlio.
I due non si erano mai parlati, si conoscevano di vista ma nulla più.
Nondimeno, i pochi secondi al telefono erano stati sufficienti a entrambi per farsi un’idea l’uno dell’altro, entrambe fallaci.
Clic. E i rispettivi cervelli avevano preso a macinare i pochi dati a disposizione.
“Tutto a posto?” aveva chiesto Sara, notando lo sguardo perplesso del marito.
“Sì… solo che…”
“Che?”
Nonostante qualcosa gli avesse suggerito una sorta di retrogusto sbagliato, Marco aveva tratto affrettate conclusioni, scegliendo di categorizzare piuttosto che comprendere. Ovvero leggere il
malessere celato tra le parole di Vito.
“Nulla, probabilmente il padre del ragazzo è ancora provato dall’aggressione subita dal figlio.”
Per questo aveva una voce gelida. Per questo non mi ha neanche chiesto come sta. Quando torna a casa.
Clic. Quasi nel medesimo tempo. E altrettante errate sentenze erano state emesse nel palazzo sull’altro lato della strada.
Non si sono accontentati, aveva eruttato poco dopo, nel silenzio della casa, il delirio figlio dei primi due bicchiere della serata.
Non si accontentano mai.
Non gli è bastata mia moglie.
Vogliono prendersi tutto, quella gente e i loro amici.
I loro amici…
I loro amici, poi, sono la vergogna di questa paese. Sono anche peggio di loro. Che schifo, ma come si fa? Come si fa a tradire la tua gente? Il tuo stesso popolo? Non si può essere più maledetti, su questo mondo. Dovremmo restare uniti davanti al nemico, dovremmo farci forza l’un l’altro, insieme.
Insieme saremmo invincibili e vinceremmo, senza… senza veder morire i nostri cari, per colpa di questi incivili che vivono alle nostre spalle.
Come si fa?
Come si fa a dimenticarsi di chi ti vuol bene?
Come si fa a cancellare chi ti ha messo al mondo?
Il tuo sangue…
Non puoi sputare sul tuo sangue, no, non merita di vivere chi non rispetti il proprio sangue.
Presto, un altro bicchiere, aveva ordinato il demone al timone dei resti di Vito, c’è altro veleno da vomitare.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

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