mercoledì 26 febbraio 2020

Loro sono il mondo

L'80% dei rifugiati al mondo sono ospiti nei paesi poveri e non in quelli più ricchi.
Soltanto nei paesi poveri.
Più di un quarto di costoro si trova in soli tre paesi: Pakistan, Iran e Siria, rispettivamente 1.9 milioni, 1.1 milioni e 1 milione.
Tali cifre non contemplano ulteriori ondate di sfollati a causa dei della primavera araba nel Nord Africa.
Ciò che sappiamo, però, è che la maggior parte di questi disgraziati ha trovato accoglienza solo nei paesi confinanti, visto che le nazioni in Europa e nel resto del mondo si impegnano a tenerli lontani dalle loro coste.
Al mondo, oggi, ci sono circa 45 milioni di sfollati.
All'interno di questa gigantesca quantità di nostri
simili, i rifugiati sono circa 16 milioni.
Secondo definizione giuridica, ovviamente.
Di questi, 11 milioni sono sotto la protezione dell'UNHCR e 5 milioni dell'UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees.
Rimangono circa 27 milioni all'interno del proprio paese in conflitto e quasi 850.000 sono richiedenti asilo, un quinto di essi soltanto in Sud Africa.
Circa 16000 domande d'asilo riguardano essenzialmente bambini, la maggior parte dei quali provenienti dalla Somalia e dall’Afghanistan.
Alcuni rifugiati vivono in esilio da più di 30 anni.
Ecco… adesso mi rendo conto che in questa storia ci siano un sacco di numeri da considerare e ricordare, ma riflettendo sul fatto che tale tragica e colossale vicenda umana non ricade direttamente sulle nostre privilegiate esistenze, come mai allora esistono nel nostro paese e nella maggior parte del cosiddetto mondo occidentale così tanti cittadini che si sentono in diritto di urlare a difesa della propria terra invasa da orde di clandestini?
La realtà, i fatti, i numeri, oltre le seppur lodevoli canzoni solidali, è che sono gli stessi paesi poveri ad aiutare questi ultimi, non noi.
Perché loro sono il mondo, they are the world, not we.
Noi, spesso, siamo solo quelli che guardano...

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