venerdì 7 febbraio 2020

Gioia della diversità

Gioia, dolore, rabbia, quante volte al giorno queste emozioni s’impadroniscono della nostra voce, guidano le nostre mani, offuscano i nostri pensieri? E quante volte non abbiamo la più pallida idea di quale di esse abbia il sopravvento sull’altra in quel preciso istante in cui avremmo un disperato bisogno di saperlo?
La gioia, la vera gioia è incancellabile. La vera gioia arrivò negli occhi di Rukia con le mani strette in quelle di Hash, nel novembre del 2008 e la medesima vera gioia invase il petto di quest’ultimo liberando finalmente il pianto nell’uomo che non piangeva mai.
Questo diceva di se stesso, Hash. Il vanto inutile
per un carattere prezioso in tempi in cui avere lo sguardo asciutto, perennemente fisso sul presente, era l’unico stile di vita tollerabile, soprattutto quando c’era una fiera chiamata guerra nei paraggi.
Eppure, in quel giorno, mentre il paese dei soldati amici, quelli del fuoco amico, festeggiava le dimissioni del presidente cattivo e l’arrivo di quello alleato, tutti seduti in salotto con gli occhi fissi sulle tv via cavo, i nostri osservavano un piccolo schermo grigio e la vita che pulsava in esso.
La vera gioia. Solo quando la incontri, sai che esiste.

Brano tratto da Nostro figlio è nato, racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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