martedì 11 febbraio 2020

Figli di coppie miste

Mi presento: il mio nome è Tramonto.
Sì, Tramonto, quel magico momento tra il giorno e la notte, quell'attimo affascinante e incerto, denso di mistero. Ed è esattamente in quell'istante che sono nato.
Mio padre si chiamava Buio e mia madre Luce. Sfortunatamente, ebbero solo il tramonto per amarsi, ma quella fuggevole parentesi fu sufficiente per donarmi al mondo.
Nonostante fossero diversi come il giorno e la
notte, non ebbero alcun problema a mettersi insieme e sposarsi.
Sin da piccolo mi resi conto, però, che mia madre Luce aveva un suo mondo, dove tutto era chiaro. Il tempo del giorno, quello della luminosità delle cose.
Mi riferisco al luogo abitato dalle persone dal viso limpido, dai lineamenti delicati e dalle labbra sottili, che chiamavo le "creature del giorno".
Tuttavia, anche mio padre Buio aveva il suo spazio naturale: il regno delle tenebre e del mistero, dell'esotico. La terra delle persone dal volto scuro, o comunque non chiaro, che fa lo stesso, da me ribattezzate "creature della notte".
Ma Tramonto? Qual era il mio posto? Quando sarebbe giunto il mio momento?

Da Tramonto, la favola del figlio di buio e luce 

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