martedì 4 febbraio 2020

Diversità e inclusione dei bambini

Passarono gli anni e Crok era diventato ormai un giovane ranocchietto. Dei suoi genitori non ebbe mai alcuna notizia, né lui e tanto meno il vecchio Blush. Prima di tutto perché quest’ultimo, ogni anno che passava, ci vedeva di meno e come guida diveniva di conseguenza sempre peggio. Secondo problema era che i nostri, a chiunque incontravano, chiedevano di due pesci, uno grasso ed una bella, non due ranocchie. Certo, ormai era ben visibile che Crok non fosse un pesce ma a un occhio normale, non a quello ormai in pensione di Blush.
Tra l'altro, quest'ultimo aveva praticamente adottato il ranocchio, lo aveva allevato e cresciuto con sé e per lui era Crok e basta, il suo piccolo e amato amichetto, trovato un giorno perso nello
stagno.
Allo stesso modo il ranocchio si era molto affezionato a Blush. Così, alla ricerca di una famiglia ne aveva inconsapevolmente trovata un'altra.
Passarono gli anni e un altro giorno triste arrivò: il vecchio Blush morì e Crok si ritrovò da solo, addolorato e da solo.
Ciò nonostante, si fece coraggio e riprese quindi a nuotare, con il disperato desiderio di trovare finalmente i suoi genitori.
Un giorno s'imbatte in un branco di pesciolini rossi, intenti a giocare a palla sul fondo dello stagno.
Era molto giù e decise di avvicinarsi, per unirsi a loro.
"Ciao, posso giocare?"
"Chi sei? Cosa vuoi?" rispose a nome di tutti quello più grosso, di nome Flock.
"Mi chiamo Crok… Vorrei giocare con voi…"
"E perché vuoi giocare con noi? Perché non giochi con quelli come te?"

Da Tra la terra e l'acqua, Camelozampa Editore

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