giovedì 27 febbraio 2020

Diritti dell'uomo e del cittadino

“Ciò quel che sto per affermare oggi, vale per questo giorno, in questo periodo storico e in questo luogo. Nondimeno, quel che tra poco aggiungerò al vostro cospetto è il frutto di un qualcosa che fermenta sulla nostra terra da tempo indefinito e continuerà a crescere ovunque sia necessaria la sua eco.
“Signori dell’Assemblea Nazionale Costituente, vi comunico che le persone qui con me rappresentano una degna ambasciata della razza cosiddetta umana. Per questa ragione, qui e ora, dimenticate il titolo da me ereditato e sforzatevi di vedere noi tutti per quello che siamo: una delegazione dell’umanità.”
“Barone”, rispose il segretario generale sotto gli occhi attenti degli altri rappresentanti dell’Assemblea, “spero non siate venuto qui solo per ribadire che i vostri amici siano degli esseri umani. Mi auguro vi rendiate conto che siamo stati
abbastanza pazienti. Pensate che avremmo usato la stessa tolleranza di fronte a un gregge di pecore?
“Tolleranza, pazienza. Signor segretario, colleghi dell’assemblea, le parole hanno un peso. Vi ripeto che avete davanti una rappresentanza della razza umana. Tale ambasciata ha diritto, da un’assise come la vostra, ben più che tolleranza e pazienza.
“Signori, voi avete oggi qui davanti ai vostri occhi il mondo, il quale dichiara di aderire alla Dichiarazione dell’uomo e del cittadino.”
“Barone, o come preferite, monsieur du Val-de-Grace”, fece stizzito il segretario, “vi prego di non abusare della nostra bontà. Questa assemblea conosce perfettamente la Dichiarazione dell’uomo e, soprattutto, del cittadino. Le parole hanno un peso, come avete detto poc’anzi. Per un individuo che poggi i propri piedi su una Nazione come la nostra il titolo di cittadino non comporta solo diritti, ma anche doveri. Viviamo tempi moderni. La vostra rappresentanza deve dimostrare qualcosa di più che la semplice natura umana per godere del titolo di cittadino di Francia.”
“Signor segretario”, ribatté Jean per nulla intimorito, “perdonate la mia insistenza, potreste illuminarmi su questo qualcosa di più che i miei compagni devono dimostrare, per poter godere di una indiscussa cittadinanza?”

Brano tratto da La vera storia di Jean Baptiste du Val-de-Grâce, oratore della razza umana, racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

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