mercoledì 22 gennaio 2020

Storie di immigrati in Europa

Figlio mio,
dal momento che avrai orecchie per sentirle e intelletto per comprenderle, un’infinità di parole ti sommergerà.
Ti diranno che dovrai ritrovare le tue radici.
Ti diranno che un uomo che non conosce le sue radici non ha futuro.
Te lo diranno spesso persone che non hanno la più pallida idea di chi sono e dove si trovano.
Ti chiederanno da dove viene la tua famiglia.
Ti chiederanno se tu e loro avete intenzione di ritornare un giorno nel vostro paese.
Te lo chiederanno spesso persone che non sanno nemmeno dove si trovi quel paese.
Ti chiameranno in tanti modi, spesso offensivi, soprattutto quando sembrerà che non lo siano.
Ti chiameranno in tutti i modi possibili, tranne in quello che ti spetta di diritto.
Ti ci chiameranno spesso persone che non hanno trovato altro modo per sentirsi migliori di te.
Ti spiegheranno che da loro non devi temere nulla, che ti accettano e ti tollerano con amore sincero.
Ti diranno che loro sono diversi dai cattivi, perché non ti faranno mai del male, tranne involontariamente.
Te lo diranno spesso persone che sono esattamente come gli altri, solo meno terrorizzati da se stesse.
Poco meno.
Ma soprattutto, potrai sentire dentro di te una voce che ti spingerà a pensare di avere un debito con me e tuo padre per averti messo al mondo.
Spegnila con forza come il fuoco nella stanza più preziosa della tua casa.
Se hai un debito lo hai con te stesso.
Quello di fare di tutto per vivere felice il più a lungo possibile.

Brano tratto da Nostro figlio è nato, racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

Nessun commento:

Posta un commento