mercoledì 29 gennaio 2020

Diversità nel calcio italiano

“Possiedi la doppia cittadinanza, ragazzo? See… cretino io che te lo domando. Non sei nato in Italia e non hai un parente italiano, potresti beccarti il permesso di soggiorno, ma non è affatto facile, sai? Ti tocca il rimpatrio, credo.”
“No...” esclamò Jair, alquanto preoccupato. “Domenica abbiamo la partita!”
All’improvviso il funzionario del Ministero mutò espressione e passò dal volutamente cinico al cortesemente tifoso: “Partita di cosa?”
“Di calcio, partita di calcio.”
“Davvero… e sei un bravo?”
“Molto bravo. Da dove vengo, in Africa, l’anno scorso sono stato capocannoniere con 40 reti, di cui sei di tacco e dieci rovesciate. Ma… ormai è tutto inutile”

Jair fece per andar via quando l’impiegato lo afferrò: “Fermati, dove scappi?”
“Vado via da me, non mi va di essere cacciato…”
“Espulso? Chi ti ha detto cacciato?”
“Lei. Lei ha appena detto che se non ho un genitore di qui e non sono nato in questo paese non potrò avere i documenti…”
“Ragazzo, ma tu non devi prendere tutto alla lettera. Possiamo sempre trovare una scappatoia per un talento come te...”

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