venerdì 3 luglio 2020

Storie e notizie diverse per una volta

Vorrei leggere storie e notizie diverse, per una volta.
Anche solo per qualche minuto.

Che per esempio la nazionalità – o la religione –
dell’arrestato di turno non sia spiattellata furbescamente nel titolo per guadagnarsi i clic dei bisognosi di bersagli su cui sfogare il proprio malessere e il represso odio verso se stessi.

Che magari a parlare, raccontare, scrivere, esprimersi e quant’altro sul razzismo fossero prima di tutti – se non unicamente – persone che l’abbiano provato direttamente sulla propria sfavorevole pelle.

Che i politici di questo paese, almeno quelli che si professano progressisti, ammettessero pubblicamente che sì, siamo un paese razzista. Ignorante, certo, e razzista. Provinciale, è chiaro, e razzista. Individualista, ovviamente, e profondamente razzista.

E mentre il resto del mondo, la porzione civile e democratica a cui pretendiamo di appartenere, si sta confrontando in questo preciso momento sul tema del razzismo, della discriminazione dei neri e del bisogno di diversità, dalle nostre parti ci sono ancora giornali e tv che danno voce e spazio a cosiddetti leader politici vergognosamente razzisti...

Leggi altro su “Il dono della diversità”, Tempesta Editore

giovedì 2 luglio 2020

La diversità fa magie

L’assemblea straordinaria fu d’obbligo, dopo la recente scoperta di Kereeditse. Talmente eccezionale da richiedere la presenza di tutti, compresi i più piccoli.
Seduti attorno al tavolo della cucina, esattamente come il giorno del loro arrivo nella nuova casa, i nostri aspettavano le parole della madre di Ahmed.
La donna non si perse in inutili preamboli: “Matteo, il fratello di Teresa, mi vede.”
“Cosa intendi?” chiese Bikila, probabilmente
l’unico insieme a Shani che non aveva compreso il senso della frase.
“Vede il mio colore, il nostro. Ha detto che sono marrone. Ha capito che sono diversa...”
Brividi e tensione alle stelle attraversarono gli impostori al riparo della pozione ormai rivelatasi fallace e uno dopo l’altro spostarono lo sguardo su Ramakeele, in attesa di rassicuranti spiegazioni.
La vecchia non sembrava affatto sorpresa. In effetti, già in occasione della cena con i vicini aveva intuito che qualcosa non stava funzionando nella loro messa in scena, ma aveva pensato che fosse Teresa, il problema, non il fratello. Probabilmente entrambi, si disse.
Fece una carrellata degli amori della sua vita e li osservò con occhi attenti, accarezzandoli con lo sguardo e mettendo a dura prova le già fragili pareti del cuore per quanto affetto provasse per loro.
Le vite degli altri nelle tue mani, pensò, questa era la responsabilità del mago. Come di chi racconta storie a cui qualcuno crede. Perché è esattamente ciò che vuol credere.
“La magia… è la magia, questa è la magia”, disse come se avesse rammentato qualcosa che aveva sempre saputo. “È così che funziona la magia.”
“Che non funziona, intendi”, osservò Kereeditse, aumentando l’angoscia nei presenti, soprattutto nei bambini.
Iniziò a preoccuparsi persino Shani, sebbene non avesse ancora compreso appieno qual’era l’oggetto della discussione.
“No, cara, funziona”, disse lei che racconta, “funziona eccome. La magia è vera, è potente, molto più di quanto tu possa immaginare. Ma non è come la scienza o la matematica che i bambini studiano a scuola. Non è roba nostra, che possiamo controllare e gestire a piacimento. La magia, quando è vera, è come la verità stessa, è di tutti e tutti possono goderne.”
“Ma la nostra pozione non ha a che fare con la verità, piuttosto con la menzogna”, dissentì Bikila. “Nasconde la verità.”
“È come un inganno”, aggiunse Kereeditse.
Una truffa.
“No”, esclamò con vigore Ramakeele. “L’inganno era già qui, negli occhi, sulla pelle, ovunque. Noi abbiamo usato la magia per combatterlo e dare una possibilità, ma non solo a noi.”
“A che scopo?” chiese Ahmed.
“Per vedere, piccolo mio.”
Silenzio.
Silenzio tormentato, a cui le parole della vecchia avevano giovato poco o nulla.
“Siamo ancora al sicuro?” chiese Bikila.

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore

mercoledì 1 luglio 2020

Coppie diverse e libertà di amare chiunque

Nelle notizie e negli eventi degli Stati Uniti del 13 giugno scorso, si ricorda che sono passati 53 anni dal giorno in cui la Corte Suprema ha abbattuto il divieto sui matrimoni interrazziale.
Loving v. Virginia è una delle più importanti sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti nella storia dell'istituzione. Il caso Loving vs. Virginia ha effettivamente reso incostituzionali tutte le leggi che vietano il matrimonio interrazziale, permettendo a ogni coppia di
innamorati di sposarsi indipendentemente dal colore della loro pelle. La razza e il matrimonio erano stati un problema in molti stati prima della sentenza Loving v. Virginia, ma la Corte ha eliminato le leggi ingiuste e immorali con un colpo solo. Ora, nell'anniversario di Loving vs Virginia, noto come Loving Day, si celebra l'amore che ha spianato la strada al matrimonio interrazziale e alle coppie interrazziali per vivere la loro vita senza paura.

Leggi altro in "Loving contro Virginia", racconto dal libro Amori diversi, Tempesta Editore.

venerdì 26 giugno 2020

Diversità vere e diversità inventate

Diversità inventate:

Il colore della pelle: non esistono bianchi e neri, i primi sarebbero dei cadaveri o dei fantasmi, e i secondi dei minatori o degli spazzacamini a fine giornata. Nella realtà sette miliardi di persone hanno ciascuna una carnagione differente, per sfumature e tonalità.

La nazionalità: italiani, francesi, tedeschi, americani – sud o nord? - da un lato e stranieri dall’altra è soltanto la conseguenza di una linea
tracciata su un foglio di carta, spesso con inchiostro rosso di sangue, che nero di china.

La cittadinanza: alla stregua del precedente, trattasi di un criterio stabilito a tavolino che riveste valore infinitesimale innanzi al diritto alla vita e, soprattutto, alla sopravvivenza di ogni essere vivente. Figuriamoci i nostri simili.
Ecc.

Diversità vere:

L’intelligenza, la fantasia, la creatività, i sogni, i progetti, emozioni e sentimenti, come amare il prossimo, come comunicare con il prossimo, come interagire con il prossimo, la natura tutta, ogni creatura vivente, le stelle, le gocce di pioggia, i granelli di polvere, qualche film e tutti i libri belli.
Ecc.

Leggi altro su “Il dono della diversità”, Tempesta Editore

giovedì 25 giugno 2020

La scuola del razzismo e dell'odio

Teresa rimase senza fiato. L’unico ragazzo nero della classe era stato sincero, aveva percepito nella sua voce e nel volto grande onestà. Eppure non aveva la più pallida idea a cosa si dovesse quella gratitudine inaspettata verso di loro. In fondo, non era mica stati così accoglienti con lui.
I dubbi si fecero ancor più feroci, allorché giunse il tempo della ricreazione in quella particolare giornata, se non altro per Chandra.

“Allora te ne vai?” gli chiese Teresa in corridoio, avvicinandosi con Tommaso, mentre l’interrogato riponeva il cellulare in tasca.
“Sì”, rispose abbozzando una sorta di sorriso.
“Ti dispiace, almeno un po’?”
“Un po’.”
“Ma dai, che non gliene frega niente”, fu il commento di Tommaso. “Se fossi al suo posto scoppierei di felicità. Se ne va in Canada, impara l’Inglese, è vicino all’America…”
“Io so già parlare Inglese.”
“Che hai detto?”
“Ho detto che so già parlare Inglese.”
“Brutto pezzo di…” E in un attimo Tommaso gli fu addosso.
A sfogare sull’altro il proprio malessere, la personale invidia, il segreto odio per se stesso. Esattamente come suo padre gli aveva insegnato...

Leggi il resto nel romanzo "La truffa dei migranti", Tempesta Editore